Gli Anonymous attaccano i database della Regione Basilicata per denunciare l'inquinamento petrolifero #OpGreenRights




Gli Anonymous questa volta sono andati con le idee chiare e per una giusta causa. Infatti hanno attaccato i database della Giunta e del Consiglio regionali, l'azienda turistica e i comuni della Val D'Agri compresa l'università.
Il perché è chiaro. Il loro messaggio lanciato fa aprire gli occhi e riflettere su cosa ci tocca vivere in Basilicata, ossia fare i conti  con un problema molto grande. Si tratta, or dunque,dello sfruttamento e l'inquinamento petrolifero oltre alle possibili cause di malattie invisibili che respiriamo e nemmeno c'è ne accorgiamo.

Come precedentemente detto, gli anonymous sono riusciti ad entrare negli archivi della giunta del consiglio, delle attività di promozione turistica e dei comuni della Val D'Agri, compresa anche l'università , la quale era stata presa di mira nei giorni precedenti sollecitando il fatto che questa situazione, ormai era stata presa d'occhio da tempo e avvertendo a chi di competenza dei rischi che tocca subire ai poveri lucani di salute e ambiente.

Oltre a questo, gli anonymous hanno deciso di divulgare importanti informazioni che riguardano aziende e persone, e sono anche riusciti a trovare e a lanciare delle notizie molto utili ai comuni interessati ai danni derivati dall'estrazione petrolifera come Pietra- Pertosa,  Rionero in Vulture, Missanello, San Martino D'Agri e Nova Siri.

Gli anonymous hanno denunciato i vari disastri ambientali causati dal petrolio. Parlando di un vero e proprio  scempio, di una vera rivoluzione ambientale, appunto, ai danni dell'uomo, degli animali e della natura nonché dell'aria che siamo costretti a respirare. Hanno parlato , raccogliendo dati,  della quantità dei tumori registrati per via del petrolio. E della corruzione dei politici, i quali nascondono la verità , per raccogliere fondi e tirare "l'acqua al proprio mulino", come si suol dire, ai danni del popolo. Molte volte, anzi spesso , essi divulgano informazioni false o altra roba, ma perché?. Ovvio, perché la storia lo ha sempre confermato, si tratta sempre di un fattore, politico, economico o cattolico. Le motivazioni sempre quelle sono. Sin dalla preistoria e intanto la gente muore a causa di questa "pollution" come dicono gli inglesi.
Dove sono andati i grandi briganti che hanno combattuto nella nostra Basilicata come Ninco Nanco, Crocco e molti altri ? Dove sono ora? In letargo?. "Svegliamoci", le persone ogni giorno muoiono e hanno una patologia legata al petrolio e a quest'aria infettata da gas nocivi. Per non parlare dei mari. L'acqua putrida e infestata da agenti cattivi. Anche se queste società segrete, come le varie sette storiche ricordando o citando la Carboneria, non risolveranno mai il problema o cercheranno di denunciare le varie devastazioni, essi comunque rivolgono l'attenzione verso le energie rinnovabili atte a salvaguardare noi stessi , le future generazioni e l'intero pianeta. 

L'hacking dei siti lucani segue un'incursione effettuata da pochi giorni da questi anonymous e il GDPR agli articoli 33 e 34 prevede la notifica del databreach al Garante entro giorni dopo esserne venuto a conoscenza in caso fosse violata la privacy, il diritto morale e fisico di una persona. E poi ci sono le varie procedure, nel caso, queste informazioni venissero scoperte, trattate a riguardo. 
Ma se è vero che la Repubblica, dal latino res publicae, cosa pubblica, si batterà sempre per la libertà e per la difesa della parola e dei diritti dell'informazione, è giusto che il lettore venga informato su tutto, senza nascondere o omettere nulla. Anzi l'omissione di dati importantissimi, volti soprattutto a salvare vite o l'ambiente, è il vero reato, altro che le informazioni tenute segrete. Battiamoci per il benessere del mondo e saremmo salvati da coloro che annunciano novelle giuste, importanti per tutto. Solo così avremmo un mondo alla portata di tutti e la giusta convivenza civile. 


Articolo scritto dalla Dottoressa Addolorata Maria Giusy Colangelo

#OpGreenRights #OpLucania